Ricerca sangue via SMS: una bufala
Pubblico questo messaggio inoltratomi da amici, perché mi sembra giusto dare visibilità al comunicato dell’AVIS Veneto Regionale rispetto alla “piaga” delle catene di S.Antonio via SMS (per non dire di quelle via posta elettronica!)
Ecco il testo.
Buona Lettura e, mi raccomando, aderite e donate sangue!
Alle Avis Comunali del Veneto
con indirizzo di posta elettronica
Alle Avis Provinciali
All’Abvs
loro sedi
Comunicato Stampa
25 Gennaio 2010
AVVISO AI MEDIA E AI VOLONTARI DEL SANGUE
Tornano gli appelli per la ricerca di sangue via sms.
Periodicamente arriva un sms sui cellurari.
In questi giorni molte persone nella provincia di Treviso, Venezia e
Vicenza hanno ricevuto sul proprio telefonino il messaggio:
“Bimbo di 17 mesi necessità di sangue B positivo per leucemia
fulminante. Tel. 3282694447 R… C….. Fai girare il mess. è urgente.”
E il tam tam dei messaggini ha inizio. Potrebbe sembrare un grido
l’allarme. Ma in realtà si tratta di una “bufala”, una notizia
inventata. Una bugia che approfitta della generosità delle persone
oneste.
La risposta ai preoccupati cittadini, vittime ancora una volta di
questi “giochi digitali pericolosi”, arriva dall’Authority che in
Italia è preposta al coordinamento della medicina trasfusionale ed al
controllo sulla sicurezza del sangue.
Il direttore del CNS, Giuliano Grazzini, unitamente ai Presidenti
delle 4 associazioni e Federazioni di volontariato Sangue(Avis, CRI,
Fidas, Fratres), raccomanda di ignorare tali sciacallaggi , invitando
alla riflessione: “Il sistema trasfusionale italiano è basato sulla
donazione volontaria, altruistica e non remunerata, ma soprattutto
governata da meccanismi di controllo regionale da una legge dello
stato. Anche il sangue “raro” viene mappato. Questo significa che gli
operatori sanno dove andare a cercare il sangue che serve. Mai nessuno
si sognerebbe dinanzi ad emergenze di instaurare una simile catena di
presunta “solidarietà”. L’uso degli sms al massimo può riguardare il
contatto personale e protetto da privacy che l’associazione di
volontariato può effettuare per chiamare il volontario che ha firmato
la liberatoria, in caso di richiesta urgente di donazione, sempre allo
scadere del periodo di legge previsto tra una donazione e l’altra (3
mesi per gli uomini e per le donne, con 4 donazioni massime all’anno
per i primi e 2 per le seconde),ma si tratta di casi eccezionali e
personali.
Altro elemento di grande importanza è che il sistema trasfusionale
regionale veneto si avvale di associazioni di volontariato (Avis, Abvs
e Fidas) ben radicate nel territorio e di donatori volontari
periodici, ovvero persone che donano gratuitamente il loro sangue
alcune volte all’anno con regolarità. La periodicità della donazione è
un elemento molto importante per la sicurezza del sangue, perché i
donatori periodici sono controllati più volte all’anno, sia
clinicamente che mediante gli esami per la prevenzione della
trasmissione di malattie con la trasfusione. Ecco, quindi, perché il
nostro sistema ha come obiettivo prioritario l’autosufficienza
programmata: per far fronte a tutte le necessità, anche in emergenza,
e per mettere in atto tutti gli strumenti per la sicurezza
trasfusionale.
E per questo riteniamo importante raccomandare a tutti i cittadini di
rivolgersi sempre agli interlocutori interessati, e non lanciare sia
pur generose catene di messaggi, che diventano inevitabilmente
incontrollabili e continuano a girare sui mezzi elettronici per lunghi
periodi, generando false suggestioni ed aspettative.
Posta la falsità di tali appelli, invitiamo i cittadini che vogliono
liberamente aderire alla donazione, ad informarsi presso i Centri
Trasfusionali delle Strutture Ospedaliere e presso le sedi delle
associazioni di volontariato sangue della propria città.
Ricordiamo che le emergenze sangue non vengono affrontate con gli SMS.
Questi appelli sono infondati e che non c’e’ alcuna emergenza sangue.
Inoltre si diffida chiunque dal proseguire questa catena.
AVIS REGIONALE VENETO
Il Presidente
Alberto Argentoni

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